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Jeranto proloco due golfi - una risorsa per massa lubrense
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La baia di ieranto - proloco due golfi

La baia di ieranto - proloco due golfi

La baia di ieranto - proloco due golfi

Proloco Due Golfi

Una grande risorsa per il paese.

Jeranto

La Baia di Ieranto - è la più grande e profonda di tutta la Penisola ed ha uno sviluppo costiero di circa 3 km. Il toponimo deriva forse dal greco ierax (falco),infatti ancora oggi nella zona nidificano vari falchi fra i quali anche alcuni esemplari di pellegrini. Oggi è di proprietà del F.A.I. Nella parte terminale della Baia è ancora ben visibile la presenza di una cava, ormai dismessa. L’attività estrattiva della roccia calcarea , iniziata alla fine del 1800 e terminata nel 1952, a servizio della Ilva di Bagnoli per la produzione dell’acciaio, ha infatti lasciato importanti segni su quell’area. Sul bordo del mare le residue strutture delle attività estrattive, quali tramogge, locali motrici, officine, polveriera, vasche e depositi, testimoniano il duro lavoro che vi si svolgeva e che pur costituendo un’importante risorsa economica per il paese agli inizi del 1900 ha inferto un duro colpo al paesaggio della Baia. Il promontorio che termina con la Torre di Montalto fa da sipario ad una insenatura dalle acque profonde e trasparenti, circondata dalla macchia mediterranea. Il sentiero che unisce Nerano alla Baia di Ieranto corre lungo le pendici del Monte San Costanzo ed è uno dei più belli in assoluto. Lungo il percorso si incontra la Casa Silentium dove all’inizio del ‘900 Norman Douglas diede inizio alla stesura del libro “Siren Land”. Il primo tratto è alquanto pianeggiante e da modo di poter godere di scorci panoramici straordinari e splendide viste sulla sottostante Marina del Cantone, più al largo l’isolotto di Vetara e l’arcipelago de Li Galli. In alto a destra è visibile l’ingresso della Grotta delle Noglie, così denominata per la presenza di numerose stalattiti. Allontanandosi da Nerano gli uliveti diventano meno frequenti e la macchia mediterranea prende il sopravvento. Dopo un altro tratto in discesa fra muretti a secco si giunge ad un bivio, lo spettacolo che si presenta agli occhi dello spettatore lascia senza fiato: lì davanti si apre la Baia di Jeranto in tutta la sua selvaggia bellezza, sullo sfondo la Punta della Campanella e l’isola di Capri con i suoi Faraglioni. A destra una scala in pietra calcarea raggiunge la spiaggetta di Ieranto, mentre a sinistra un sentiero sterrato porta alla cinquecentesca Torre di Montalto

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