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Il Fiordo di Crapolla proloco due golfi - una risorsa per massa lubrense
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Crapolla

Crapolla

Isca

Proloco Due Golfi

Una grande risorsa per il paese.

Il Fiordo di Crapolla

Crapolla, pittoresco sito che si affaccia sul versante salernitano della Penisola Sorrentina. Antico ricovero per i pescatori locali ma ove si fondono in modo mirabile mito e leggenda, storia e tradizione. Qui, il mito delle Sirene, la leggenda dell’apostolo Pietro, le vestigia e la storia della fiorente Abbazia, che ivi sorgeva, nonché i vecchi depositi dei pescatori, suscitano nel visitatore emozioni uniche.

Per millenni nulla, o molto poco, è cambiato a Crapolla! In un’atmosfera da sogno rivivono ancora le tradizioni di un popolo!

Noi invitiamo i nostri ospiti ad affrontare questa passeggiata con lo spirito giusto, un tuffo nel passato ma dando libero sfogo alla fantasia.

 

La prima parte della discesa si svolge tra piccole strade, oggi carrabili, e stretti sentieri pedonali, avendo come paesaggio sterminati uliveti, testimonianza della radicata cultura contadina. Dopo un breve e riposante tratto all’ombra di boschetti di querce e castagni si giunge alla località detta ‘A Guardia: una terrazza sul mare delle Sirene, uno scorcio da mozzare il fiato! ‘E impossibile non provare un’intensa, forte sensazione di stupore per tale e tanta bellezza.

Sotto di noi si intravede l’ingresso del fiordo e di lato l’isolotto di “Isca”, proprietà del grande Eduardo ed adesso del figlio Luca. A destra si apre la Baia di Marina del Cantone. Sulla sinistra, al largo, giacciono le isole delle Sirene, “Li Galli”, ed in lontananza la Punta di Praiano.

 

Dopo essersi ripresi inizia la vera e propria discesa verso Crapolla. Quasi settecento scalini di pietra calcarea, le stesse pietre solcate dai calzari dei monaci benedettini della Badia; le stesse che per secoli hanno visto conformarvisi il piede nudo dei pescatori. Sembra di vederli ancora, procedere sicuri, con passo gravato dal peso del pescato, retto sulla testa, in equilibrio, quasi a simulare una esibizione circense. Oggi è raro incontrarne qualcuno, ma è possibile imbattersi in qualche romantico che si dedica alla pesca, per tradizione familiare, nelle ore libere da altre occupazioni.

 

Alla fine delle scale di pietra ecco la piccola ma venerata cappella dedicata al Santo, come lo fu l’antica Abbazia, sui cui ruderi è stata edificata: intorno ne sono ancora visibili le vestigia.

Ogni anno, in occasione della ricorrenza di S. Pietro, il popolo di Torca e Sant’Agata vi fanno celebrare una Messa, partecipando numerosi all’appuntamento.

Un giro tra i ruderi, un momento di raccoglimento presso la cappellina, magari ripensando alla grande chiesa a tre navate che vi sorgeva, scorgendo fantasiosamente il profilo di un monaco passeggiare tra le sagome dei tronchi bruciacchiati.

 

Infine si percorre l’ultimo tratto della discesa, breve, tra le ombre ed il profumo del mirto e del lentisco, per giungere nel piccolo fiordo, dove giacciono, incastrati sotto le pareti rocciose, i “magazzeni”  dei pescatori; sull’arenile acciottolato qualche barche ed attrezzi da pesca.

Ancora una volta il visitatore avrà un moto di piacevole sorpresa, ma non vogliamo aggiungere altro, lasciamo a voi considerazioni e riflessioni!

 

Nel chiudere ci piace riportare la descrizione di Crapolla fatta da due illustri visitatori del passato: l’archeologo Amedeo Maiuri e lo scrittore Norman Douglas.

BUONA PASSEGGIATA!

Crapolla

La Torre di S. Pietro a Crapolla